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Responsabilità medica: casi trattati dallo studio

Uomo di circa 60 anni rimasto gravemente leso (lesione dell'integrità psicofisica dell'84%) per PROLUNGATE ED ERRATE TERAPIE praticate in conseguenza di una ERRATA DIAGNOSI di S.L.A. (sclerosi laterale amiotrofica) formulata da medici ospedalieri specialisti.

Uomo di circa 50 anni rimasto gravemente leso (emiparesi destra, afasia globale, incontinenza sfinterica - lesione dell'integrità psicofisica del 99 %) a causa di un RITARDATO INTERVENTO NEUROCHIRURGICO (intervento di embolizzazione) condotto dopo 37 giorni dalla rottura dell'aneurisma.

Uomo di circa 60 anni rimasto gravemente leso (lesione dell'integrità psicofisica del 32%) a seguito di un ERRATO INTERVENTO CHIRURGICO di prostatectomia radicale programmato ed iniziato per via laparoscopica e, a causa di un sanguinamento massivo per lesione dell'arteria mesenterica inferiore, che ha posto un grave pericolo di vita, convertito d'urgenza per via laparotomica "a cielo aperto".
Il danneggiato è stato risarcito dai responsabili a seguito di sentenza emessa dal Tribunale competente.

Giovane oltre i 30 anni rimasto gravemente leso (perdita del colon con funzione specifica e non surrogabile - lesione dell'integrità psicofisica del 99%) a causa di un ERRATO INTERVENTO CHIRURGICO di prostatectomia (intervento di colectomia subtotale) NON GIUSTIFICATO da condizioni di emergenza-urgenza e non indicato nella patologia del paziente (non diagnosticata in modo definitivo).
Il danneggiato è stato interamente risarcito dai responsabili a seguito di sentenza emessa dal Tribunale competente.

Signora di 50 anni rimasta gravemente lesa (lesione dell'integrità psicofisica del 25%) a causa di un INTERVENTO CHIRURGICO di trapianto della cornea NON ELETTIVO E NON INDICATO.
La danneggiata è stata risarcita dalla Compagnia di Assicurazione della struttura sanitaria responsabile.

Signora di 48 anni rimasta gravemente lesa (lesione dell'integrità psicofisica del 49%) a seguito di un intervento chirurgico radicale, un errore istopatologico, una terapia radiometabolica (FORMULAZIONE DI DIAGNOSI ERRATA di neoplasia a comportamento incerto di malignità, senza indicare la necessità di approfondimento diagnostico medico per arrivare alla corretta diagnosi di tiroidite) e di non adeguato consenso informato.

Uomo di 59 anni deceduto a causa di ERRORI TECNICO-DIAGNOSTICI ED ASSISTENZIALI, come il misconoscimento della diagnosi sub occlusivo intestinale a rischio di perforazione, da parte di medico di struttura sanitaria pubblica.

Bambina non ancora adolescente deceduta a causa di una meningite purulenta da streptococco alfa emolitico, non adeguatamente e tempestivamente curata per ERRATA DIAGNOSI DEL MEDICO DI FAMIGLIA, effettuata pur in presenza di elementi per una diagnosi corretta. Sono stati risarciti i danni ai prossimi congiunti.

Giovani genitori costretti a sacrificare la propria vita quotidiana e la propria esistenza alle prevalenti esigenze della figlia minore, nata con gravi menomazioni (sindrome di George / Velo - Cardio – Facciale), senza avere avuto la possibilità di accertarne l’esistenza, con conseguente FRUSTRAZIONE DELLA POSSIBILITA' DELLA MADRE DI ESERCITARE IL PROPRIO DIRITTO AD UNA PROCREAZIONE COSCIENTE E RESPONSABILE - CON LESIONE DEL DIRITTO DELLA STESSA, TUTELATO DALLA LEGGE 194/78, DI INTERROMPERE LA GRAVIDANZA per omessa diagnosi della "tetralogia di Fallot” all’ecografia morfologica eseguita alla ventiduesima settimana di gestazione presso una struttura sanitaria privata.

Uomo di 77 anni deceduto per  omesso soccorso  per infarto acuto del miocardio, sopravvenuto in fase di assistenza post-operatoria per un banale intervento in struttura sanitaria di terzo livello.
Sono stati interamente risarciti i danni ai prossimi congiunti.

Uomo di oltre 80 anni, rimasto gravemente leso, con amputazione totale dell'arto inferiore sinistro, a causa di ischemia critica dell'arto inferiore sinistro misconosciuta in occasione di varie visite ed accessi in varie strutture sanitarie pubbliche e private, con inadeguate prescrizioni terapeutiche e non indicate per la patologia del paziente.

Donna 36enne rimasta gravemente lesa (gravi danni fisici e psicologici con perdita di chances di sopravvivenza del 24%), a causa di omessa diagnosi in ripetuti esami ecografici eseguiti in centro medico privato di neoplasia primitiva renale, che si è potuta metastatizzare senza poter più ricorrere a terapia radicale sicuramente risolutiva.

Donna di 45 anni rimasta gravemente lesa (danni irreversibili agli organi e sviluppo di insufficienza renale cronica – danno biologico del 99%) a causa di omessa diagnosi di fibrosi retroperitoneale e formulazione di errata diagnosi di neoplasia a comportamento incerto nonostante due procedure chirurgiche (agobiopsia trancostale ecoguidata, e laparotomia sovra ombelico pubica - biopsia della neoformazione retro peritoneale- asportazione di linfonodo del carrefour) SENZA CHE VENISSE ESPRESSO UN CONSENSO INFORMATO all’esecuzione delle stesse. Errori tecnici condotti in una struttura convenzionata con Il SSN e accreditata come di “alta specialità”.

Bambino con gravi lesioni neurologiche e neuropsichiche a seguito di grave asfissia perinatale (ipossia cerebrale grave – ipossia miocardica - insufficienza renale transitoria) e lesione del plesso brachiale permanente per inadeguata assistenza al parto in struttura sanitaria pubblica di eccellenza.
Il bambino ed i genitori sono stati risarciti dalla Compagnia di Assicurazione della struttura sanitaria responsabile.

Uomo di anni 50, deceduto a causa di condotta negligente, imprudente ed imperita degli operatori sanitari di importante struttura pubblica (mancato controllo degli esami di routine con esito anormale, mancato approfondimento diagnostico e diagnostico differenziale, mancato monitoraggio delle piastrine, impiego di farmaco non indicato nella situazione clinica, omessa diagnosi di “porpora trombotica trombocitopenia”).

Donna di anni 58, rimasta gravemente lesa a causa di imprudente e negligente condotta professionale di primario di struttura pubblica, ravvisabile in procurata lesione ed omessa diagnosi di perforazione intestinale (evento iatrogeno) che ha messo in pericolo di vita la paziente e ha reso necessari ulteriori tre interventi chirurgici in anestesia generale, con aggravamento della sindrome aderenziale addominale e la perdita della resistenza della parete addominale.

Donna di anni 66, ha subito gravi danni fisici e psicologici, con perdita di chance di sopravvivenza a causa di misconoscimento della presenza di neoplasia mammaria allo screening in struttura sanitaria pubblica e conseguente ritardo terapeutico specifico.

Donna di anni 45 rimasta gravemente lesa a causa di imprudente, negligente ed imperita condotta professionale del medico di una struttura sanitaria pubblica. La donna è stata sottoposta presso la suddetta struttura ad esame TC total body, eseguito con diagnosi errata, con mancato riscontro di neoplasia renale (patologia grave e letale) e conseguente tardivo intervento chirurgico di nefrectomia totale anziché parziale che ha provocato gravi danni fisici e psicologici alla stessa paziente.

Giovane donna di anni 35, rimasta gravemente lesa a causa della condotta colposa per negligenza ed imperizia dei medici di una importante Azienda ospedaliera che hanno dimesso la paziente senza aver accertato una perforazione intestinale, ponendola in grave rischio per la vita e che ha richiesto ricovero in centro di rianimazione per 48 ore, la COLO-SIGMOIDECTOMIA e COLOSTOMIA, un severo aggravamento della sindrome aderenziale e la necessità di ulteriore intervento chirurgico per ripristinare ii transito intestinale.

Donna di 40 anni affetta da “lupus eritematoso" sistemico rimasta gravemente lesa a causa del comportamento colposo del sanitario di un importante complesso ospedaliero che ignorando un referto di radiografia del torace che dimostrava la presenza di un versamento pleurico, ometteva il conseguente e tempestivo intervento terapeutico. L’omesso trattamento ha comportato la progressione della malattia con il consolidarsi di una “polisierosite” (versamento pleurico bilaterale, insufficienza respiratoria, versamento ascitico). Che si è resa responsabile di ripetute toracentesi, dolorosi drenaggi pleurici e ha forviato la diagnosi verso una eteroplasia maligna ovarica rispetto a quella corretta di policistosi ovarica per la quale la paziente ha subito annessiectomia, ovariectomia bilaterale e omentectomia.

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